venerdì 12 agosto 2016

DOVE AMBIENTARE UN ROMANZO: NICOLA, QUI NASCE IN UNA SCATOLA DI LATTA


Dove ambientare un romanzo? Come scegliere i luoghi di un libro?
Non sono domande secondarie e a queste bisogna dare una risposta possibilmente prima di iniziare a scrivere.
Spesso infatti l’ambientazione, i luoghi, il contesto sono parte integrante della storia, sono funzionali alla trama, creano l’atmosfera giusta (lugubre, isolata, allegra, festaiola, romantica, ecc…), contribuiscono a sostenere l’intreccio narrativo e a dare un senso alla vicenda.


A mio avviso le strade sono due: ambientare un romanzo in luoghi che conosciamo oppure totalmente inventati (pensate al fantasy ad esempio).
In entrambi i casi è opportuno avere un quadro geografico, architettonico, sociologico e - perché no - naturalistico preciso per riuscire a calare la storia con precisione in un ambiente.

L’ambientazione che ho scelto per il mio romanzo In una scatola di latta è un meraviglioso piccolo borgo della Lunigiana dal nome curioso: Nicola di Ortonovo.
Qui Aurora arriva per caso: proprio dove la strada finisce, si imbatte in un paese di antichissima origine, fuori dal tempo, silenzioso, reso magico da antiche leggende. Non ci sono hotel, solo antiche case in sasso e il ristorante “L’Acacia” (non esiste realmente, è inventato al 100%) dove decide di cenare, senza sapere che quel luogo diventerà la pagina bianca su cui scrivere una nuova vita.

La storia raccontata In una scatola di latta è tutta ambientata qui e intimamente legata a Nicola: questo raro borgo a nido, formato dalle piccole strade a spirale ellittica, diventa il teatro nel quale i personaggi si muovono e si raccontano. Ma non solo. Leggende e dettagli storici, che ho raccolto da libri e testimonianze degli abitanti del paese, diventano una cornice essenziale e insostituibile per la trama (come ad esempio il passaggio a Nicola di San Guglielmo).

Ma la storia di Nicola ve la racconterò un’altra volta.
Ora vorrei provare a farvi “perdere” (anche se virtualmente) tra le strade di Nicola con aiuto di alcune delle numerose foto che ho scattato nel borgo… Un piccolo viaggio tra i luoghi del libro!

Dal romanzo In una scatola di latta...

La via, ancora lastricata con l’antica pavimentazione a ciottoli diseguali, passa in mezzo a un fitto dedalo di edifici che si prendono per mano, seguendo il percorso circolare della collina. Nulla a che vedere con l’architettura ligure marittima, scandita dalla sequenza di case colorate di giallo, rosa, azzurro, rosso pompeiano e bianco. Qui è la pietra naturale che domina la vista.



Procedo a passo spedito mentre lo sguardo è rapito dagli scorci e dalla serenità di un luogo che sembra abbandonato, dimenticato dal tempo e dalla modernità. Le vie sono strette, deserte, silenziose. L’unico rumore è quello del vento che si infila tra le maglie del borgo, si infrange negli angoli e sguscia via tra le pietre. 



Non è un luogo morto, è solo silenzioso. Strana sensazione per chi è abituato al chiasso della città, ma questa è una vitalità diversa. Garbata. 



La percepisco dai panni stesi ad asciugare, dai fiori curati sui davanzali, dalle damigiane addossate al muro di una casa, dalle tende bianche che sfuggono ai vetri accostati, dai profumi di verdure fresche che sfrigolano in padella.



Continuo a camminare senza sapere dove andare, ma presto mi accorgo che il percorso che sto seguendo è circolare e porta sempre più in alto. Percorrere queste piccole strade offre una rassicurante sensazione di protezione, come se mi avessero adagiata in un nido caldo e sicuro…






Per maggiori informazioni su Nicola:

sito del Comune di Ortonovo 






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