lunedì 29 febbraio 2016

SCRIVERE UN ROMANZO, NASCE PRIMA LA STORIA O L'ATMOSFERA?


[...] Le vie sono strette, deserte, silenziose. 
L’unico rumore è quello del vento che si infila tra le maglie del borgo, si infrange negli angoli e sguscia tra le pietre. 
Non è un luogo morto, è solo silenzioso. Strana sensazione per chi è abituato al chiasso della città, ma questa è una vitalità diversa. Garbata. 
La percepisco dai panni stesi ad asciugare, dai fiori curati sui davanzali, dalle damigiane addossate al muro di una casa, dalle tende bianche che sfuggono ai vetri accostati, dai profumi di verdure fresche che sfrigolano in padella. [...]

Stasera rileggo alcuni passaggi di In una scatola di latta, il mio secondo romanzo.
E penso a quell'estate quando, con il sole che picchiava forte sulla mia testa, camminavo per le piccole strade di Nicola, un borgo del comune di Ortonovo (La Spezia).
Era l'estate del 2009 e ancora non sapevo che sarei riuscita a scrivere un altro libro dopo Greta Parlante.
Non avevo in mano nessuna storia, non avevo messo a fuoco nessun personaggio, non avevo costruito nessuno schema narrativo.
Eppure quel luogo mi suggeriva qualcosa. E proprio in quel gomitolo di vie, appartate da tutto, la trama a cominciato a formarsi e disfarsi nella mia testa, come se mi trovassi dentro una pagina bianca tutta da scrivere.
E proprio da quei profumi di verdure fresche che sfrigolano in padella è nata un'atmosfera che coinvolgeva i cinque sensi.
Perché chi l'ha detto che non possano nascere prima immagini, odori, sapori e sensazioni rispetto alla storia vera e propria?
In una scatola di latta è nato così.
Dall'atmosfera unica di un luogo che sembra strappato alla realtà.

2 commenti:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...