giovedì 9 aprile 2015

Segnalibri. Non conosco il tuo nome (recensione del libro di Joshua Ferris)


Titolo: Non conosco il tuo nome
Autore: Joshua Ferris
Editore: Neri Pozza

Voto: 8

Il libro di Joshua Ferris, Non conosco il tuo nome, prende allo stomaco.
Perché fa rimbalzare da un’emozione all’altra. Anche se è lì, appoggiato sul mio comodino.


A tratti provi compassione per Tim, un giovane avvocato di successo a cui capita una malattia sconosciuta e catastrofica; a tratti invece senti rabbia, perché non ti spieghi come mai, nel quadro di una vita felice, si debba insinuare una tragedia tanto incomprensibile. Tim ha un lavoro da favola e agi economici, una moglie con cui condivide un legame di amore profondo e una figlia. Eppure, la felicità di una vita sognata e consolidata non basta, la mente e il corpo di Tim diventano incontrollabili. Quando lui dice “è tornata”, il delirio si ripete: può camminare per ore, per giorni, per poi cadere in un sonno profondo e risvegliarsi non si sa dove e in che condizioni. Nessun medico è in grado di classificare la sua patologia, tanto meno di curarla. La rabbia del lettore sale quando è evidente che la malattia strappa Tim da una felicità a portata di mano e per nulla scontata nella nostra società. Ad andare in frantumi non è solo la sua, ma anche quella della sua famiglia, che vive impigliata in una realtà surreale, fatta di paura e attesa, di uscite notturne per andarlo a recuperare e rinunce personali per stargli accanto. Eppure, è proprio qui che emerge la forza dirompente dell’amore vero che, al massimo, può vacillare di fronte alla disperazione ma non si spezza. Questa condizione sembra collocare il protagonista in una realtà parallela: è come se vivesse fisicamente quel lato oscuro che ogni essere umano conserva nella sua mente e che a volte spinge l’uomo a scelte fuori dagli schemi. Ma Tim, sul “rovescio della medaglia”, è rimasto invischiato e non riesce a tornare indietro, lasciandosi alle spalle l’esistenza perfetta e andando incontro a un nomadismo fisico e mentale inesorabile. Un segno tangibile di come la vita sia un incastro di realismo e astrazione. E la felicità, solo una manciata di fumo.

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