giovedì 12 marzo 2015

Segnalibri. Eva Dorme (recensione del libro di Francesca Melandri)




Titolo: Eva Dorme
Autore: Francesca Melandri
Editore: Mondadori

Voto: 7


Ho letto fino all'ultima parola, l'ho chiuso in valigia e l'ho portato con me durante un weekend passato a Predazzo (Trentino), tra ciaspole e maglioni di lana.


Eva Dorme di Francesca Melandri è uno di quei romanzi dove il contesto geografico, storico e sociale camminano di pari passo ai sentimenti delle persone che lo vivono e spesso li compenetrano inevitabilmente. La potenza del libro è qui: è in quel turbine delle esistenze, dove la vita ti mette a dura prova ma, quando meno te lo aspetti, ti tende la mano per risolvere i tuoi nodi. E’ così che accade a Eva, Gerda e Vito, i personaggi cardine del libro. Distanti eppure indissolubilmente legati, per sempre, dalla girandola degli eventi. Perché le esperienze ti segnano, ma ancora di più le persone. E’ la storia di una terra “senza patria”, di una bambina senza padre e di un amore senza pace. Sullo sfondo la reale evoluzione storico-politica (dal 1919 ad oggi) dell’Alto Adige, spesso sconosciuta ai più.
Gerda è una bellissima ragazza del Sud Tirolo, nata in una famiglia di contadini. Poco più che adolescente, rimane incinta di un coetaneo che non si assume le sue responsabilità e l’abbandona. Come se tutto questo non bastasse, viene ripudiata dalla famiglia e decide di crescere Eva da sola. Ma il destino non ha ancora finito di riservarle amare esperienze. Gerda conosce Vito, un carabiniere calabrese in servizio in Alto Adige, e riscopre l’amore profondo, intenso e ricambiato. Al punto che Vito diventa anche il papà che Eva non ha mai avuto. La coppia decide di sposarsi, ma l’idillio dura poco, perché la famiglia di lui si oppone a un’unione in cui la futura sposa non ha un passato “impeccabile”. L’amore ha molti modi per manifestarsi: Gerda lo lascia convinta di fare la cosa giusta da fare, in un momento di grande conflitto interiore, e lui torna in Calabria. Ma è difficile far tacere un sentimento, quando questo si è radicato profondamente nel cuore di tutti.
La vita prosegue, restando però ancorata a quei momenti: Gerda invecchia corrosa dal dolore della perdita, Eva cresce segnata da un distacco non voluto che le provocherà solo una gran paura di amare, Vito non dimentica al punto che, a un passo dalla morte annunciata da una malattia, riaffonda le mani nel passato. E’ il momento di ricucire le piaghe. E’ il momento, per Eva, di “svegliarsi” da quel “sonno” freddo che solo il calore vero dell’amore può scaldare. E’ così che Vito, ormai molto malato, telefona a Eva e le restituisce il suo futuro.

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