domenica 16 novembre 2014

Evocare stati emotivi: ecco come stimolo l'immaginazione


La logica vi porterà da A a B. L'immaginazione vi porterà dappertutto”.
Albert Einstein 

Chi scrive non può far a meno dell’immaginazione.
Proprio lei, capace di formare immagini mentali, di trasformarle, di svilupparle e di deformarle.



In altre parole, immaginazione e creatività sono una coppia perfetta, inseparabile, quasi simbiotica. Ma questo rapporto a due non è privo di difficoltà, come in tutte le relazioni che si rispettino.
Perché non sempre vanno d’accordo. E allora?
Quando quelle due litigano le idee non girano, le parole non si trovano, le frasi non stanno insieme.
Farle riappacificare è quasi un'arte: le strategie per stimolare l'immaginazione, spingendola a far pace con la creatività, sono tante ma l'importante è sviluppare l'empatia emotiva con una determinata situazione, un determinato personaggio, un determinato luogo, oggetto della scrittura (che sia un libro, copywiting, webwriting, una sceneggiatura, poco importa).
Facciamo un esempio: oggi sono felice, serena, rilassata eppure devo raccontare la rabbia, quella profonda, tagliente, incontrollabile. Sarebbe umanamente impossibile riuscire a essere efficaci. Eppure la parola magica in questo - come in tutti gli altri casi - è "evocare". E' necessario evocare il sentimento della rabbia, farla riaffiorare dentro di noi, sentirla mentre invade di nuovo le nostre vene. Come fare?
Bisogna raggiungere uno stato di concentrazione profonda, quasi meditativo, in cui lasciamo che il ricordo di un momento di rabbia riaffiori, per poi ripassarci in mezzo cercando di rivivere ogni dettaglio.
Se risulta difficile, possiamo aiutarci con qualcosa di fortemente "evocativo" come una canzone ( di solito, da questo punto di vista, la musica molto potente), una foto, un video, un vestito, un diario e tutto quello che è legato a quel momento di rabbia.
Solo così potrete aggredire la vostra tastiera e battere rabbiosamente sui tasti finché la vostra scrittura non sarà arrabbiata nera.



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