martedì 22 novembre 2011

Nel Luogo delle Meraviglie

I casi della vita.
Ero appena andata a teatro a vedere Alice nel Paese delle Meraviglie, tratto da Lewis Carroll.
Fortemente legato alla parola (e si sa, io sono sensibile alle parole), tra fantasia e ricerca dell’identità personale, il viaggio metaforico di Alice nella versione firmata da Aterballetto mi ha colpita: zero parole, forte carica emotiva.

Poi mi capita di visitare un luogo magico. La Fonderia.
A due passi dal centro storico di Reggio Emilia, una vecchia fonderia recuperata degli anni ’30 è la sede della Fondazione Nazionale della Danza e della Compagnia Aterballetto.
Ferro e vetro, impianti a vista, finiture e pavimenti in stile industriale.
Da luogo di fusione del metallo pesante, la Fonderia è diventata un laboratorio di fusione creativa.
Un set aperto alle sfumature contemporanee.
Come dire, scivolare nel buco del bianconiglio.

Da vedere.

domenica 13 novembre 2011

Toulouse-Lautrec experience


Sabato pomeriggio e la pubblicità per nulla “ingiallita” di ieri.

Non potevo perdermi Toulouse-Lautrec e la Parigi della Belle Epoque alla Fondazione Magnani Rocca di Traversetolo.
In mostra, le sue celeberrime affiches. Documenti di un’epoca, ma anche manifesti che rappresentano una sensazionale alba della pubblicità.

Henri de Toulouse-Lautrec (1864 - 1901) racconta con ironia la sua Parigi dell’ultimo ventennio del XIX secolo. Entusiasmante, eccessiva e trasgressiva.
Lo fa attraverso le sue ottocentesche campagne pubblicitarie, specchio di una società di gentiluomini ma non troppo, vedettes, cantanti e ballerine, che vivono i cafè di Montmartre, i locali notturni (tra cui Moulin Rouge, Divan Japonais, Folies Bergère) e le maisons closes.

Molte commesse pubblicitarie del tempo sono sue. Perché lui è l’artista che sa parlare in modo nuovo e sviluppare una modernissima cultura dell’immagine. Perché lui sa cogliere nuove inquadrature, nuovi tagli delle scene, nuovi colori e nuove silhouette.
Dettagli inconsueti ispirati alle antiche stampe dell’arte giapponese.
Punti di vista preziosi anche per la pubblicità di oggi.

Toulouse-Lautrec dipinge Dressage des nouvelles par Valentine le Désossé, Moulin Rouge, 1889-90

Toulouse-Lautrec e la Parigi della Belle Epoque
10 settembre – 11 dicembre 2011
Fondazione Magnani Rocca
Mamiano di Traversetolo, Parma
www.magnanirocca.it

domenica 6 novembre 2011

Non solo parole, favole!

Ogni sera. Guai se mancava l’appuntamento. Io, mia mamma e la favola della buonanotte.
Ricordi indelebili, perché le fiabe ti accompagnano tutta la vita.
Ieri mi facevano sognare, oggi mi divertono.
Ieri le ascoltavo rapita, oggi provo a scriverle.

Scrivere per i bambini è un’idea casuale, nata insieme all’arrivo della bimba di miei carissimi amici.
Una favola tutta per lei. Sì, questo sarebbe stato il mio regalo.

Mi sono messa alla prova, saltando dentro i libri del mio passato e uscendone carica di ingredienti:
sentimenti e fatti reali quanto basta, da abbinare ad ambientazioni precise, in un rapporto simbiotico tra testi brevi e immagini.
Amalgamare il tutto con parole chiave semplici e tanto colore.
Condire con un ritmo rapido e avvincente e un pizzico di ironia.

Pensate che sia una ricetta facile e veloce? Non proprio.

Mi sono accorta che scrivere per i bambini è raccontare in 5 minuti l’esperienza di una vita intera, scrollandosi di dosso tutta la noia dell’età adulta e divertendosi a immaginare il volto magico delle cose.

La copertina della mia prima favola!

martedì 1 novembre 2011

Lasciarsi ispirare da Paolo Sorrentino

L’unico modo che ho imparato per stare al mondo è frequentare l’ironia. Come funziono? Provo a funzionare inseguendo sempre l’ironia. Perché nel mio lavoro l’ironia costringe a trovare il ritmo e il battito delle cose è quello che mi serve di più per provare a fare dei racconti che abbiano un interesse e che possano piacere. Il mio modo di procedere è provare a essere costantemente ironico, sperando anche che dentro l’ironia affiori anche qualcosa di serio”.
Paolo Sorrentino, 8 ottobre 2011, TEDxReggioEmilia

L’intervento di Paolo Sorrentino a TEDxReggioEmilia ha colpito tutti. Perché ci ha trasportati in un dietro le quinte della creatività, a cui spesso non ci è dato accesso.

Ogni tanto mi riguardo il video di quei 18 minuti che il regista partenopeo ha avuto a disposizione per raccontare “Come funziono?”, alla vigilia dell'uscita in Italia del suo ultimo film This Must Be The Place.

Perché come ha scritto la mia amica e giornalista Lara Ferrari, in un bellissimo articolo su sentieriselvaggi.it, l’ispirazione è tanta. Vi consiglio di leggerlo.