sabato 30 aprile 2011

Il diario del giorno è…

Le parola del giorno è:

nuvole.


La frase del giorno è:

ricorda che talvolta il silenzio è la migliore risposta (Dalai Lama).


L’abito del giorno è:

camicia bianca e all star.


La stranezza del giorno è:

una foto ritrovata.


La voglia del giorno è:

cioccolato e vino bianco.


Il pensiero ricorrente del giorno è:

camminare per ore.


La fatica del giorno è:

alzarsi e andare al supermercato.


Il piacere del giorno è:

avere tutto il tempo per me.


Il profumo del giorno è:

quello di un ricordo.


La musica del giorno è:


sabato 23 aprile 2011

Marshmallow Day


Morbidi. Dolci. Irresistibili.

Mi tornano in mente così.

La prima volta ero negli USA. Ne ho buttato uno nel lunghissimo caffè americano.

Delizia delle mie brame, chi sono i più golosi del reame?

I Marshmallow.

Oggi ci ripenso e dico sì. È il Marshmallow Day.

Uno di quei giorni in cui i ricordi diventano più facili.

Mentre il mio cilindretto di zucchero ed estratti di malva si scioglie lento nel mio amaro caffè italiano, penso agli ultimi giorni.

Ho mille progetti, tante cose splendide da fare e obiettivi entusiasmanti da raggiungere.

Eppure, a volte mi rendo conto che ci si focalizza sulle cose negative.

Stupidi meccanismi che ti incollano a pensieri che non servono a nulla. Anzi, ti fanno vedere solo una noiosa, complicata te stessa. Quando, anche tu, sai benissimo che non è così.

E allora?

Meglio evitare che le cose belle si sciolgano irrimediabilmente in un mare di amarezza.

Proprio come i Marshmallow.

Già, Irresistibili. Irresistibili compagni di riflessioni.

lunedì 18 aprile 2011

Favola


Parola del giorno: favola.
Non riesco a staccare gli occhi da questa foto, rubata durante una delle mie lunghe passeggiate.
Mi capita spesso (deviazione professionale?) di associare una parola a un'immagine e viceversa.
A volte sono indecisa. E' più adatta questa o quell'altra definizione?
No, no. Nessun dubbio riguardo a questa foto.
E' decisamente una favola.

domenica 10 aprile 2011

Elogio del verde


Scrivania portami via.

Siamo alle solite.

La settimana è scivolata via in un attimo, ma mi ha permesso di finire tanti lavori in sospeso.

Tutti, tranne uno. Quindi, oggi si lavora.

Difficile mettersi d’impegno in una domenica così.

In più, la seconda parte della giornata sarà dedicata alla scrittura del secondo libro… troppo trascurato nell’ultimo periodo, causa il mio lavoro da copy.

Scrivi scrivi, poi ti passa la voglia.

Ho bisogno di concentrazione.

Esco.

Sono una fan delle passeggiate nel verde. Una delle poche cose che mi rigenera davvero.

Mi immergo nel percorso lungo il torrente dietro casa mia (per chi è di Reggio: la passeggiata del Crostolo, ndr).

Passo spedito. Dopo circa 6 km sono pronta. Pronta a tornare a scrivere.

Basta poco. E mentre sono sulla strada del ritorno, rifletto su quanto ho letto poco tempo fa: 1 italiano su 4 soffre di stress. In più, secondo un team di psicologi americani dell’Università del Michigan, la frenesia quotidiana fa soffrire la mente.

Siete in mezzo al traffico? Dopo pochi minuti, il cervello riduce le sue capacità e la memoria.

Secondo altri studi, le persone - dopo essere state sottoposte a situazioni stressanti - recuperano meglio e più velocemente a contatto con spazi verdi. La natura ha il potere di migliorare l’umore, ridurre la rabbia, rafforzare il sistema immunitario e aumentare la felicità. La cromoterapia poi ha stabilito che il colore stesso della natura – il verde – contribuisce al benessere psicofisico. Perché favorisce la calma e la concentrazione.

Sì sì, è proprio così.

Provare per credere.

sabato 2 aprile 2011

A pagina bianca


La mia scrivania è piena.

Cumuli di fogli. Appunti. Ricerche. Parole da leggere.

Una lista infinita di lavori da consegnare. Un secondo libro da plasmare.

Ma oggi l’inchiostro della mia penna è finito.

Si chiama “sindrome della pagina bianca”. La conoscete?

Io di lavoro faccio il copywriter. Scrivo.

Una passione diventata mestiere a tempo pienissimo.

Ma ci sono giornate in cui scrivere a comando è pressoché impossibile.

Il foglio word è immacolato. Il cursore lampeggia e tu lo guardi incapace di mettere in fila due parole. Più passa il tempo, più l’ansia sale.

“Sindrome della pagina bianca”.

E’ come un mal di testa. Odiosa. E non esiste nemmeno un’aspirina adatta.

Però, qualche trucco c'è. Dopo anni passati a mettere in fila parole e frasi, ho i miei rimedi.

Un po’ come quando ti trovi a un vicolo cieco.

Ecco cosa faccio di fronte a una pagina bianca.

Mai aspettare “l’ispirazione”, meglio progettare.

Una lista di parole chiave può chiarire le idee (suggerisco anche una bella passeggiata).

Cominciare da un punto qualunque, è sempre un modo per iniziare.

Le parti più difficili vanno affrontate subito, mai aggirare una tempesta.

Un passo per volta. Tante piccole buone idee e un pizzico di pazienza. Solo alla fine porteranno a una meravigliosa chiusura (o a un meraviglioso incipit).

Mai restare in balìa dei propri pensieri. Progettare significa anche darsi dei tempi.

Poi, non resta che buttarsi. La volata finale. Come prendersi tutta l’aria in faccia quando molli i freni della bici e ti lanci in discesa.

Non sarà per caso una meravigliosa metafora della vita?