sabato 29 maggio 2010

Da Greta Parlante… una passeggiata tra felicità e serenità


«Sei felice?» mi chiede Greta a bruciapelo.
«Mah, sì. Anche se, chi può esserlo veramente?» rispondo senza pensarci due volte.
«E tu?».
«A essere sincera, no. Ti spiego. Vedi, la felicità è un attimo, un momento in cui hai tutto in mano e niente, è come aver afferrato una manciata di fumo: quando credi di averla presa, apri la mano ed è già sparita. È un sentimento evanescente e camaleontico» se ne esce Greta, iniziando uno dei suoi discorsi profondi.
«La serenità invece è un’altra cosa: la puoi avere, cercare, mancare, perdere ma è un sentimento molto più stabile e duraturo. Quante persone sono serene, ma non felici. La felicità è un guizzo di vita, la serenità uno stato mentale da conquistare, che persiste anche nelle avversità, magari in pochi anni o in una vita intera. Sì, io sono serena».
Greta si deve essere rigirata questo pensiero nella mente durante tutto il silenzio della prima parte della passeggiata.
Mi ha colpita molto. In un lampo, si affollano nella mia testa riflessioni mai rivelate.
«Sai, hai ragione, non ci avevo mai pensato in questi termini, ma è così» ribatto e continuo. «Io mi sento più serena di un tempo, forse anche grazie a una manciata di certezze in più, che mi sono creata per non affogare. Ho abbracciato la filosofia della semplicità».
È vero. Sono fermamente convinta che le situazioni, gli umori, il tempo, le relazioni, le opportunità e gli imprevisti sono frutto di meccanismi semplici, che girano su perni incastonati da noi stessi. La quasi totalità dei mostri nella vita di una persona è spesso pura fantasia, da cui non bisogna fuggire. Basta sfiorarli per capire che svaniscono, come bolle di sapone.
Ci vuole pazienza e, con la pazienza, arriva anche la calma, che aiuta lo spirito a intravedere il reale senso delle cose.
«Per anni mi sono domandata cosa, dove e in che forma la felicità avrebbe albergato nella mia vita» proseguo il ragionamento, per condividere pienamente con lei il mio pensiero.
«Poi ho capito che risiede nell’ordine e nella semplicità. Pensieri complessi, emozioni intricate, passioni viscerali e profondo sentire devono essere decodificati in termini semplici e lineari. Solo così è possibile scorgere il lato felice della vita. È come quando cerchi un oggetto intensamente e non lo trovi; poi, improvvisamente, eccolo lì, proprio sotto il naso, nel posto più ovvio in cui potevi guardare».
La felicità è nel posto più ovvio in cui potremmo cercare.
Obviously.


Questa mattina ho fatto una passeggiata solitaria. Pensavo alla vita che ti tiene sempre in bilico tra felicità e sofferenza, tra serenità e inquietudine. Un pensiero che sempre di più si rincorre nei libri di narrativa. Così ho pensato di “regalarvi” un frammento di Greta Parlante, dove Margherita e Greta parlano proprio di questo.
Voi cosa ne pensate?

lunedì 17 maggio 2010

Chick lit mon amour. Le ultime dal Salone del Libro

Di ritorno da Salone del Libro con… buone notizie!

L’Istat ha reso noti gli ultimi dati sulla “lettura” in Italia. Quindi?

I lettori in Italia crescono: oggi sono 25 milioni, circa il 45,1% della popolazione. Ma il dato più interessante è un altro: il lettore-tipo è donna, con un 51,6% contro il 38,2% degli uomini!

Una fotografia dell’Italia in libreria che la dice lunga sulle tendenze editoriali attuali, orientate sempre di più a una narrativa “al femminile” ironica e intelligente. Non a caso, la nuova corrente “chick lit” spopola, per il suo gusto graffiante e disincantato di raccontare la vita. D’altra parte, Jane Austen ha fatto scuola in questo senso.

Chick lit, leggeri ma con brio, dolci e piccanti, divertenti ed appassionati. Fatti per identificarsi. Per evadere. Per non prendersi troppo sul serio.
Non credete?

mercoledì 12 maggio 2010

Greta Parlante è in libreria!




sabato 8 maggio 2010

The day after...


Circuito Off Fotografia Europea. Reggio Emilia.
Da non perdere. Perché?
Un “succo” concentrato di energie culturali. Musica, narrativa e fotografia si riuniscono in Piazza Fontanesi a Reggio Emilia.
La piazza più “parigina” della città ospita stasera l’esordio dell’EP Cani by Torafugu Project. L’ho ascoltato in anteprima: intenso e penetrante, nato dalla mente, dal cuore e dalla voce del mio amico Andrea Reverberi, in collaborazione con i musicisti Sarco:o e Pedro. ToraFugu Project è il laboratorio musicale nato per mischiare diverse tecniche artistiche ed espressive, sperimentando collaborazioni trasversali. Ora capite perchè il “burattinaio” di questa due giorni è proprio lui.
Non fatevi sfuggire la mostra fotografica “Così come TU vivi” di Erik Messori, presso la galleria temporanea “in cortile da Matteo”: un reportage sull’intreccio di etnie, in equilibrio tra convivenza e conflitto, che coesistono nella Zona Stazione. Verismo fotografico, emozioni e sguardi fuori dal coro… assicurati.
Infine, Greta Parlante. La mia prima presentazione. Ieri sera. Quante emozioni. Sul palco con me, altre due persone: Alessandro Iori, grande amico e giornalista televisivo, che ha condotto una frizzante e spiritosa intervista a me , introducendo il libro in anteprima. Sul palco, anche l’attrice professionista Erika Patroncini, una delle interpreti del delizioso spettacolo teatrale “Spettinate”, ideato da 16 attrici reggiane, che hanno portato in scena diversi modi di essere donna. Erika ha regalato a tutti gli spettatori un reading di Greta Parlante, che ha calamitato l’attenzione di tutti.

Un grazie specilissimo a tutti i numerosissimi presenti!


Vi lascio con la recensione di Greta Parlante, pubblicata su il Resto del Carlino, scritta da Daniele Barilli! Leggere per credere...


"DA FORREST Gump a Jovanotti. Da Flaubert a Cenerentola che riscopre la propria femminilità. C’è tutto questo in «Greta Parlante», metafora del «Grillo Parlante» che spesso compare al nostro fianco ma al quale non riusciamo a dare ascolto. C’è tutto questo nel primo
romanzo di Elisa Borciani (nella foto), 30 anni, reggiana, ex collaboratrice de il Resto del Carlino e reduce da un’importante esperienza come capo ufficio stampa di Guru, che sarà presentato stasera alle 22 in Piazza Fontanesi. E’ un libro, quello di Elisa, che si legge tutto d’un fiato. Fresco e divertente.
Un libro che assomiglia ad un viaggio su un ottovolante. A volte si sale verso il cielo, magari anche
un po’ faticosamente, poi si precipita velocemente verso terra. Senza farsi mai male. Senza rischiare niente. Perché la misura della scrittura è sempre giusta. Raramente si va sopra le righe. Spesso ci si
ferma a riflettere su questa generazione di 30 anni che vive sospesa tra un mondo che non c’è più ed un altro da creare. La generazione cresciuta tra aperitivi e sogni, tra voglia di autonomia e un futuro senza certezze, tra lauree nel cassetto e lavori più o meno precari. E’ proprio così, Margherita, la protagonista di «Greta parlante». Una ragazza di 30 anni cresciuta tra valori e sentimenti in via di estinzione, che cerca di fare il grande passo e tuffarsi in un mondo che non le appartiene. Che non sente suo. Alla fine, nel momento in cui penserà di essersi buttata alle spalle la vecchia
Margherita e di aver scoperto una nuova strada, riceverà uno schiaffo dolorosissimo. Perché non si può andare contro i propri principi. Non si può tradire sè stessi. Uno spaccato di vita vissuta comune
a molti giovani. Raccontato con sincerità e cercando di trasportare emozioni reali e riflessioni profonde all’interno di 150 pagine in cui il primo obbiettivo è non prendersi troppo sul serio. Un romanzo, pubblicato dalla casa editrice Pendragon di Bologna, che dopo l’anteprima di questa sera in Piazza Fontanesi, dove l’attrice Erika Patroncini ne leggerà alcuni brani, sarà presentato
ufficialmente al salone del libro di Torino il 13 maggio. La serata odierna, organizzata da ToraFugu Project, sarà sarà poi conclusa da un dj set elettrojazz coordinato da Dj Jò
".

Daniele Barilli

martedì 4 maggio 2010

Una recensione "radiofonica" dal mio amico Max Casali!


Debutto frizzante e sorprendente per questa giovane scrittrice reggiana che, con Greta Parlante, dimostra ancor di più che nell’editoria di oggi se si vogliono trovare libri piacevoli e non scontati occorre “pescare” nella proposta degli esordienti.
E’ un romanzo che tutti gli uomini dovrebbero leggere, quanto meno per inquadrare di più la psicologia femminile, farcita di dubbi, riflessioni, ripensamenti, tentennamenti ma fatta anche di grinta e determinazione: aiuterebbe non poco l’intesa tra i due sessi. E qui la protagonista Margherita ci da un quadro chiaro dell’excursus femminile, condito da tanta scorrevole ironia. E questa la fa da padrone in tutto il romanzo il che, non è cosa di poco conto. Si ride, si soffre, si riflette ma soprattutto si fa il tifo per la protagonista che spesso fa ricorso al suo alter-ego Greta, che l’aiuta proprio quando la soluzione non è a portata di mano…… pardon! .......di mente.
Chi è Greta? Non è compito del recensore rivelarlo poiché può costituire una sorpresa. Come sorpresa si rivelerà il finale, con una certa “suspense”……. che lascia aperta qualsiasi porta interpretativa o a un sequel (Greta Parlante 2?).
Donna che vuole convincersi di essere tutta d’un pezzo, anche Margherita farà crollare i suoi “muri” difensivi perdendo la testa per il Dott. Sarli seppur in un rapporto complicato e colmo di dubbi, soprattutto nelle pagine finali del romanzo.
La scrittura della Borciani attecchisce subito dai primi capitoli e non dimentica le sue origini con qualche citazione locale, dove il “veh!” o il “mò” arricchisce di simpatica dialettica, il contesto del racconto.
La attendiamo alla seconda, fatidica prova, dove auspichiamo che ci saranno le inevitabili correzioni in corsa, per immettere nuove sorprese narrative e non adagiarsi sulle stime acquisite, sapendo che l’Italia è un paese “stufarello”, che non perdona le ripetizioni.
Detto questo un proclama è di rigore: care single…. il manuale di sopravvivenza è tutto qui………. che aspettate ad averlo?”.


Max Casali


NS: un ringraziamento particolarmente sentito va al mio amico e conduttore radiofonico Max Casali (Radio Reggio). Questa mattina, mi ha fatto questa graditissima sorpresa: l'onore di avere una sua splendida recensione! Grazie Max!

lunedì 3 maggio 2010

Stasera mi curo con... la libroterapia!


Eccomi di nuovo.
Da qualche giorno, non scrivo sul blog. Ma questa è la sera giusta.
Sono state giornate frenetiche, tra lavoro e promozione del libro, ma anche molto belle.
Inutile dire che i libri mi hanno sempre dato tanto. Ecco perché ho pensato di parlare un po’ della libroterapia.
Cioè? Semplice.
Leggere è una forma di terapia per alleggerire la vita. Un modo per condividere idee, emozioni e chiavi di lettura. Per trovare spunti utili al racconto della propria vita. E forse, chiudendo un libro, essere un po’ più felici.
Voi cosa ne pensate?
A me capita proprio così. Leggo e mi stacco da tutto. Mi faccio portare via dalle storie. Quando sono felice e quando sono triste. Può sembrare folle ma, anche nei momenti più bui, mi hanno aiutato: decine e decine di libri – intelligenti, ironici, contemporanei – hanno riempito i miei vuoti, mi hanno dato nuovi input per affrontare le giornate, speranza per il domani. Con loro ho succhiato esperienze, riso, pianto, pensato, condiviso. Erano sempre con me, sul comodino, in borsa, in bagno. I libri.
Ho sempre amato leggere, lo ammetto. Ma loro sono stati il mio gancio per risalire. La mia terapia antidolorifica. E sono risalita.
Sono certa che ci siano decine di persone che, come me, quando possono staccano la spina con una vita spesso pesante e si immergono nella lettura. Per evadere, per dimenticare, per sperare, per sognare, per ridere, per recuperare la forza, per scoprire che un dolore condiviso è un dolore dimezzato.
Perché spesso, in mezzo a tante parole, ci sono anche quelle giuste per voi.
La libroterapia è stata teorizzata anche in un interessante libro di Miro Silvera (Libroterapia. Un viaggio nel mondo infinito dei libri, perché i libri curano l'anima, Salani, Milano, 2007). Ecco cosa dice la presentazione: i libri danno benessere, e la biblioteca è la farmacia dell'anima. Per qualsiasi disturbo, carenza o bisogno, i libri curano, nutrono, confortano. Tenendo sempre teso il filo sottile dell'ironia, Miro Silvera accompagna i lettori tra gli scaffali e accanto ai comodini, gira attorno alle poltrone preferite e porge il cuscino giusto. E poi suggerisce libri, libri, libri...